In 1.500 per festeggiare la fine del Ramadan
BERGAMO Anche quest’anno sono stato alla festa di Aid al-Fitr, la rottura del mese di digiuno, il Ramadan, una delle feste più importanti per i musulmani. A Bergamo, come potete leggere negli allegati, sono stati ben 12 i luoghi dove gli islamici si sono ritrovati per pregare.
Alla Casa del Giovane, struttura della curia orobica, erano in 1.500. Un’amicizia che lega la comunità islamica con quella cristiana testimoniata anche dalla lettera d’auguri del vescovo Francesco Beschi.
Quello che mi colpisce, ogni volta che vado alle feste musulmane, è la grande varietà dell’Islam in occidente: dai ragazzi identici agli italiani con magliette attillate e jeans di marca, fino a quelli vestiti simil-sauditi; distinti signori in giacca e cravatta, operai in tuta e persone con l’abito tradizionale; nordafricani, senegalesi, balcanici.
E’ chiaro che i fedeli islamici sono sempre di più e sempre più variegati. Bisogna uscire dalla logica che sono tutti dei fondamentalisti con la barba lunga. Molti di loro sono italiani (non solo di seconda generazione) e occorre pensare ad uno spazio per il culto, se proprio di “moschea” non ne volete sentir parlare…
“Serve un luogo di culto per gli islamici di Bergamo”. L’appello del portavoce islamico (pdf)
Gli auguri del vescovo per la fine del Ramadan (pdf)

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